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BRAVO GRAZIE SCUSA: parole magiche sul clima aziendale

Bravo Grazie Scusa: parole magiche sul clima aziendale. Le più magiche.

Perché? È semplice, perché producono un effetto immediato e simultaneo a chi le pronuncia e a chi le riceve, migliorando la relazione, rendendo la comunicazione più efficace, risolvendo un problema. Così, d’incanto. Tanto magiche e pur tanto bistrattate per tre motivi fondamentali: per cultura, per orgoglio, per disattenzione. Riporto questo intervento del 20 gennaio 2021 nella rubrica “Capatàz”, di Catia Ventura, dell’omonima casa editrice del mio volume.

LA CULTURA

Cosa c’entra la cultura? La faccenda non riguarda le buone maniere o il livello d’istruzione, bensì il fatto che viene coinvolto il complesso dei valori che abbiamo consolidato nel nostro intimo; quei valori ci suggeriranno se tendenzialmente aprirci al prossimo oppure no. Si tratta di scelte personali, per cui non ci deve sorprendere che ci siano individui che non accoglieranno con favore il nostro incoraggiamento, la nostra gratitudine, il nostro pentimento. La cultura è personale, ma plasmata nella società e nell’ambiente a cui apparteniamo.

L’ORGOGLIO

Cosa c’entra l’orgoglio? Siamo abituati, sin da piccoli, a mostrarci forti, convinti, perfetti e forgiamo un carattere autocentrato, poco incline a manifestare dubbi, emozioni e debolezze; e per i maschietti questo è ancor più vero. L’orgoglio viene così covato e, seppur utile, in taluni casi sfocia nella rigidità; quest’ultima ci rassicura fin tanto che i nostri punti di vista restano saldi come tessere ben incastrate di un puzzle, ma si sfalda anche disastrosamente non appena la struttura cede su un lato, per qualsivoglia motivo. Quindi, pronunciare un “bravo”, un “grazie” o un “scusa” può rappresentare l’esternazione di uno stato emotivo e può essere destabilizzante per chi è sin troppo orgoglioso, quindi da evitare o da utilizzare con massima parsimonia.

LA DISATTENZIONE

Cosa c’entra la disattenzione? Per molti di noi poche sono le motivazioni che ci spingono verso gli altri se non l’opportunismo e, pertanto, non siamo allenati all’empatia e al prenderci cura del prossimo. Tendiamo a essere sbrigativi e nella società contemporanea lo siamo diventati un po’ tutti di più. Fermarsi ad annusare una rosa per strada è un gesto ormai raro e addirittura visto con sospetto o quantomeno con indifferenza da chi ci è vicino, se l’attenzione in quel momento è altrove. Ma è giusto? È proficuo? Così facendo estendiamo la nostra disattenzione dalle cose alle persone, con pericolosa facilità.

Bravo, grazie, scusa: le parole magiche sul clima aziendale. Quanto ci perdiamo nei luoghi di lavoro in termini di qualità delle relazioni, di produttività, di efficienza dei processi a causa di un clima aziendale corroso e arrugginito?

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