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CAMBIAMENTO E FELICITA’

La felicità è un modo d’essere: i bambini sono felici e non glielo ha insegnato nessuno. Sorridono specie se stanno assieme alle persone a loro care, punto e basta! E credo ci sia un nesso tra la felicità e la capacità di adattamento.

Da adulti, infatti, siamo un po’ meno felici e un po’ più rigidi: non si cambia perché ci è comodo vivere con i paradigmi di sempre. I nostri modelli mentali (la famiglia tradizionale, il lavoro tradizionale, l’educazione tradizionale,…) ci semplificano il processo decisionale ma nel contempo la tradizione (ciò che pensa la massa) intrappola Il nostro destino, che è in realtà il nostro carattere o, meglio, l’insieme dei nostri atteggiamenti; e il carattere/gli atteggiamenti si cambiano innanzitutto con la responsabilità, poi anche con la volontà; due ingredienti che spesso ci mancano!

E allora le mogli notano che i mariti invecchiano… Solo che gli uomini da giovani sono più impazienti delle donne, perché la società li vuole realizzati subito nel lavoro, nel successo professionale. Ad una certa età e oramai stanchi, viceversa, diventano più pazienti delle donne le quali, compiuto il loro compito primario della crescita dei figli, che le responsabilizza in generale più degli uomini, si ribellano allo “stato di quiete” e pigrizia in cui i loro uomini scivolano, dopo tanto sforzo, e si sentono improvvisamente giovani come mai lo sono state quando erano alle prese con pappe e pannolini. È la vita, una sorta di altalena che contrappone la salita dell’una alla discesa dell’altro!

Leo Buscaglia in Vivere, amare, capirsi dice: Non dobbiamo accontentarci di diventare come tutti gli altri… Tu non hai altro che te stesso. Perciò devi diventare la persona più bella, tenera, meravigliosa, fantastica del mondo. E allora sopravviverai sempre.

L’omologazione è rifiutata anche da madre natura, che per la sopravvivenza delle specie punta sulla diversità e sulla complessità. E tu, allora, cosa te ne fai dell’omologazione? Perché ti nascondi? Poi l’autore aggiunge:

Credo che la seconda cosa importante in un individuo ricco d’amore sia liberarsi dalle etichette… Creiamo anche le parole, e le parole dovrebbero liberarci, dovrebbero permetterci di comunicare. Ma le parole diventano scatole e sacchi nei quali restiamo intrappolati… ‘Attento a quel Buscaglia, perché è nella lista; è comunista’. Ecco, e sarebbe fatta. Tutto ciò che potrei dire sarebbe filtrato attraverso la parola comunismo.

Quindi, attenzione a come ci descriviamo e, soprattutto, a come si sviluppano i discorsi tra amici-amiche: possono potenziare ma anche smontare uno stato d’animo, condizionando la vita intera di un individuo.

Conclusioni? Per vivere felici bisogna allenarsi al cambiamento, sperimentare le ginocchia sbucciate se si vuole imparare a giocare al pallone e descriversi in modo proficuo e funzionale al prossimo obiettivo che si intende raggiungere!

Leggi pure: DETERMINAZIONE & GIOIA https://www.giuseppesalvato.it/?p=439

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