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Chi sono

  • “Chi smette di essere migliore, smette di essere bravo”

    (Oliver Cromwell)

  • “Chi si ferma è perduto”

    (proverbio tradizionale)


Visione, Valori, Interessi

  • Un pericolo costante per le regole stantìe, inutili, dannose.
  • Un pericolo costante per gli attendisti, per le posizioni di rendita, per chi sa solo lamentarsi.
  • Un pericolo costante per le inefficienze, per gli inconcludenti, per chi cerca sempre giustificazioni.
  • Un pericolo costante per chi insegue solo potere e denaro, in danno altrui.
  • Un pericolo costante per me stesso, perché non mi fermo mai e faccio della disponibilità verso gli altri la mia principale leva per crescere.

Giuseppe Salvato vive la sua condizione di dottore commercialista insolito in giro per l’Italia -e presso il Dipartimento di Farmacia a Bologna, dove è professore a contratto di Acquisizione di Capacità Gestionali e Relazionali-, avendo interrotto da diversi anni le attività tipiche della professione per seguire l’istinto: da consulente direzionale per le PMI si impegna a migliorare la qualità dell’aria che si respira nei luoghi di lavoro, la medesima che respirano i clienti contribuendone a delineare il destino. Frequenta, pertanto, quegli imprenditori che vogliono condividere tale “follia” individuando soluzioni innovative in un mondo dominato sempre più dall’economia e, allo stesso tempo, dall’economia reso sempre più complesso. Nuove idee, modelli organizzativi, analisi e previsioni, spinta commerciale… con l’obiettivo di tirar fuori da ogni individuo ciò che tutti hanno: l’intraprendenza, che emerge solo se c’è passione in quello che si fa e in quello che si crede. D’altronde, ama il suo lavoro perché lo pagano per imparare; e la consulenza direzionale è un vestito su misura: i “tagli” sono inutili se manca un’ottima capacità di “cucito” tra le varie componenti aziendali.

Poco importa l’aver ottenuto il master biennale in gestione d’impresa della Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino o che abbia affinato la propria sensibilità alla Scuola di specializzazione in Pianificazione e Politiche Sociali, presso la facoltà di Economia dell’Università di Bari, dove pure si laureò nei preistorici anni ’80.

L’essersi occupato, poi, di storia locale e l’aver frequentato attivamente associazioni a carattere sociale e a tutela del territorio, davvero non interessa a nessuno!

In un decennio di insegnamento nelle discipline economico-aziendali ha saputo trarre il meglio (quantomeno per sé) dai propri studenti e ha deciso sconsideratamente quando era il momento di abbandonare la scuola, senza confondersi nei cori lamentosi di tanti colleghi. Temerario per caso, ha avuto esperienze di lavoro anche presso l’Istat, a Milano, e presso varie sedi pugliesi della Telecom spa (allora Sip), in anni giovanili, dove si è occupato di controllo di gestione nella sua breve ma veloce carriera. Ha abbandonato queste occupazioni per mancanza di opportunità di crescita o per l’incapacità dei suoi capi.

Talvolta pubblica qualche suo lavoro, sperando di essere preso in considerazione da qualcuno: leadership, controllo di gestione, finanze personali, dispersione scolastica e storia di Foggia, la sua città natale e di vita, a cui cerca con amore di donare più di quanto da essa riceva, rappresentano i temi dei volumi pubblicati sinora.

La moglie ne sopporta i lunghi distacchi quotidiani, con la consolazione di un marito che ha trovato nella consulenza direzionale il modo ideale per sentirsi vivo, utile al prossimo e abbastanza felice. I due figli, per contro, stanno maturando l’idea di non seguire le orme paterne, poiché per vivere bene si può lavorare anche un po’ meno!