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CONTRADDIZIONI, RELATIVITÀ, PARADOSSI

 

Scendo per colazione e leggo una pagina del libretto di Carlo Rovelli: Sette brevi lezioni di fisica.

Quante volte mi sono trovato a leggere, ad ascoltare alla radio appena messo in macchina, a vedere in tv qualcosa fortemente attinente con le emozioni che in quel preciso momento provavo, con le idee che mi frullavano in mente per trovare spunti sul prossimo seminario da preparare. Nulla succede per caso, per parafrasare il titolo di un altro libro che ho imparato ad apprezzare…

Trascrivo il testo:

C’è una situazione paradossale al centro della nostra conoscenza del mondo fisico. Il Novecento ci ha lasciato le due gemme di cui ho parlato: la relatività generale e la meccanica quantistica. Sulla prima sono cresciute la cosmologia, l’astrofisica, lo studio delle onde gravitazionali, dei buchi neri e molto altro. La seconda è diventata la base della fisica atomica, della fisica nucleare, della fisica delle particelle elementari, della fisica della materia condensata e molto altro. Due teorie prodighe di doni e fondamentali per la tecnologia odierna, che hanno cambiato il nostro modo di vivere. Eppure le due teorie non possono essere entrambe giuste, almeno nella loro forma attuale, perché si contraddicono l’un l’altra…

Il paradosso è che entrambe le teorie funzionano terribilmente bene. La Natura si sta comportando con noi come quell’anziano rabbino da cui erano andati due uomini per dirimere una contesa. Ascoltato il primo, il rabbino dice: “Hai ragione”. Il secondo insiste per essere ascoltato, il rabbino lo ascolta e gli dice: “Hai ragione anche tu”. Allora la moglie del rabbino, che orecchiava da un’altra stanza, urla: “Ma non possono avere ragione entrambi!”. Il rabbino ci pensa, annuisce, e conclude: “Anche tu hai ragione”

E sempre ragionando attorno ai paradossi, all’indeterminatezza, alle apparenti contraddizioni prodotte dai pensieri umani che non fanno altro che esaltare l’unicità di ciascuno di noi e la diversità che arricchisce il mondo e lo spinge sempre verso nuovi confini, l’autore continua e riflette sulla natura umana:

La soluzione della confusione è un’altra: quando diciamo che siamo liberi, ed è vero che possiamo esserlo, ciò significa che i nostri comportamenti sono determinati da quello che succede dentro noi stessi, nel cervello, e non sono costretti dall’esterno. Essere liberi non significa che i nostri comportamenti non siano determinati dalle leggi della natura. Significa che sono determinati dalle leggi della natura che agiscono nel nostro cervello…

Quando diciamo che il comportamento umano è imprevedibile, diciamo il vero, perché è troppo complesso per essere previsto, soprattutto da noi stessi. La nostra intensa sensazione di libertà interiore, come Spinoza aveva visto acutamente, viene dal fatto che l’idea e le immagini che abbiamo di noi stessi sono estremamente più rozze e sbiadite del dettaglio della complessità di ciò che avviene dentro di noi. Noi siamo sorgente di stupore per noi stessi.

Non tutto può essere spiegato, non tutto è come appare, ma questo non significa che per ogni cosa non ci sia una spiegazione; significa più semplicemente che ciascuno di noi si perde nel dettaglio della complessità e per ritrovarsi ha sì bisogno di un riferimento o di un aiuto esterno, ma non di una soluzione che provenga dall’esterno!

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