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DAL PORCELLINO ALLA CASSAFORTE: Finanze personali e gestione aziendale sotto controllo!

La prima volta che da consulente ho avuto innanzi imprenditori che desideravano migliorare la pianificazione finanziaria della propria azienda mi sono posto una semplice domanda: come posso io essere utile a chi oggi, di fronte a me, guadagna più di me? Ebbene, in quel preciso istante ho capito che quella giornata aveva un solo preciso obiettivo: imparare a produrre denaro, ma imparare a farlo senza farsi male, innanzitutto partendo dall’assunto che se non sai occuparti egregiamente delle finanze personali sarà del tutto inutile (e dannoso) impegnarsi nella gestione del denaro aziendale!

In realtà, il successo è un complesso di fattori non solo materiali e quantitativi, ma soprattutto comportamentali; e questo è vero in ogni luogo e in ogni tempo: infatti, il denaro di per sé non cambia le persone, ne amplifica semplicemente le caratteristiche; gli atteggiamenti pregressi risultano più evidenti in chi ha conseguito un significativo salto nel proprio conto in banca, perché essendosi liberato della necessità di “andare a caccia per la sopravvivenza”, può esprimere tutto se stesso più liberamente (nel bene e nel male, nei pregi e nei difetti). Se siamo avidi o spendaccioni, buoni o cattivi, generosi o meno, tali restiamo nell’atteggiamento, mentre con maggior denaro a disposizione questo sarà solamente più evidente a chi ci sta attorno! Se il successo è solo materiale, pertanto, la “povertà” dell’individuo sarà evidente a tutti coloro che l’hanno conosciuto e lo conosceranno!

Un’altra verità riguarda i problemi della vita, i quali non sono affatto legati alla quantità di denaro che si possiede; nella pratica, qualsiasi livello di denaro tu abbia da gestire, devi poter affrontare difficoltà eventualmente legate all’invidia, all’avarizia, all’insensibilità tua o di chi ti circonda, alle relazioni con gli amici di sempre… Tutte cose legate ai tuoi atteggiamenti e a null’altro.

Per di più, molti pensano che elevati guadagni sono necessariamente connessi a comportamenti disonesti o, nella migliore delle ipotesi, sono appannaggio di persone che possiedono conoscenze troppo complesse da comprendere: in realtà l’unico modo per non avere problemi finanziari è essere assolutamente privi di… finanze!

In verità, ognuno ha un’opinione molto personale del denaro: ho un amico che può farne a meno (lui, ma solo perché il padre è ricco!); un altro che deve farne a meno (ha tanti creditori dietro la porta di casa…); un altro ancora che riesce a farne a meno (vive proprio di poco e si accontenta in ogni situazione); e poi un altro che vuole farne a meno (un ex imprenditore che ha mollato tutto per non andare in rovina!).

Poi ci sono quelli che non possono farne a meno (hanno un elevatissimo standard di vita); quelli che non devono farne a meno (imprenditori con grandi progetti da realizzare); quelli che non riescono a farne a meno (gli spendaccioni); infine quelli che non vogliono farne a meno (l’avaro di turno).

Scherzi a parte, è proprio così: sul denaro si costruiscono storie, opinioni, bugie, idee molto differenti. Ma tu, che opinione hai del denaro? Te lo chiedo poiché il denaro ha a che fare con la tua psicologia: infatti, le idee sul denaro si formano in ciascuno di noi sin da piccoli, quando i genitori sono soliti affermare che si guadagna solo lavorando sodo, che i ricchi sono generalmente disonesti, che bisogna risparmiare per i momenti difficili della vita, che i soldi non fanno la felicità, che i migliori rapporti interpersonali si spezzano a causa del denaro, che ogni persona ha un prezzo, che accrescendo le competenze si guadagnerà di più nella vita,… e non ci rendiamo conto che poche cose come il denaro hanno per noi un contenuto altrettanto emozionale, tant’è che nel mentre nessuna scuola insegna razionalmente a produrlo e a gestirlo, per contro sin da bambini riceviamo messaggi contrastanti in merito ad esso, sia quando i genitori invitano i figli a studiare, “per una migliore posizione nel futuro”, sia quando viene affermato che il denaro è la rovina di tante persone e famiglie.

Ma cosa significa davvero essere ricchi? La vera ricchezza non deriva dai guadagni o dalla competenza, bensì dalla capacità di risparmiare denaro e di reinvestirlo con profitto. Se, dunque, concentriamo la nostra attenzione a quella categoria particolare di persone chiamate “imprenditori”, dobbiamo purtroppo constatare come la disponibilità di denaro non sempre aiuta: c’è tanta gente (chiamarli imprenditori è offensivo per chi lo è davvero) che, grazie a notevoli finanziamenti agevolati o a fondo perduto ha pensato di costruire un grande capannone, di acquistare auto di lusso, di comprare i macchinari più avanzati senza fare i conti che deve anticipare l’IVA ai fornitori (addirittura prima che arrivino i finanziamenti sul conto corrente), che ha spese mensili per le materie prime, gli operai, l’energia elettrica, ecc…

La piccola e media impresa, peraltro, soffre spesso di quello strano e perverso meccanismo che possiamo chiamare “confusione finanziaria”, che si registra tra le disponibilità personali dell’imprenditore e quelle della sua azienda, con l’evidente rischio che, tra alterne fortune, l’individuo diventi in certi momenti (anche prolungati) la banca della sua impresa e in altri… il contrario! Quando ti è successo l’ultima volta? Perché tratti il denaro che hai nelle tue tasche come se fosse in un’unica tasca?

Riassumendo, tre sono i motivi per leggere le pagine del volume “DAL PORCELLINO ALLA CASSAFORTE”: quello che hai tra le mani non è un libro per ricchi, né per diventarlo, bensì per gestire meglio il denaro (il che ci fa di sicuro più ricchi), soprattutto il guadagno del duro lavoro. Imparerai, ulteriormente, a difenderti dal tuo più grande nemico riguardo ai soldi: te stesso, poiché i quattrini alterano le percezioni più sane della vita. Ma esiste anche un terzo motivo: sai quante idee prive di senso sul denaro portiamo dentro di noi come eredità educativa? Impara a scoprirle!

Quando finalmente diventerai bravo a gestire le finanze personali, potrai occuparti con un certo grado di serenità delle finanze aziendali. Tante sono le domande che si pone quotidianamente un imprenditore; eppure una sovrasta tutte le altre la cui risposta, da sola, merita lo sviluppo di un sistema di controllo di gestione in azienda: hai controllo sui tuoi flussi di cassa per i prossimi sei mesi? Infatti, voglio solo rammentarti che il controllo più importante, più puntuale e di maggior valore strategico sta proprio nella tua capacità di monitorare i movimenti di denaro dei prossimi mesi: se non ti impegni a farlo aumenti notevolmente il rischio di fallire o, più semplicemente, di non poter cogliere un’opportunità quando essa si presenta.

Ma è necessario che ti avverta anche di un fenomeno straordinario: più ti impegnerai nella pianificazione, più le tue spese si trasformeranno in investimenti! PIANIFICARE È LA PRIMA FORMA DI CONTROLLO CHE PUOI E DEVI PERMETTERTI, PERCHÉ IL PASSATO È BREVE, IL PRESENTE È LUNGO E IL FUTURO È… A DIMENSIONE VARIABILE (dipende da te)!

La verità è che spesso l’imprenditore, prima di diventarlo, ha investito tempo e fatica per apprendere un mestiere e poi si è buttato a capofitto a farne un altro: fare il falegname non significa essere imprenditore, in quanto puoi esercitare quel mestiere anche alle dipendenze di qualcun altro! Se hai deciso di costruire la TUA azienda non dare per scontato che sia sufficiente essere abili con il legno!

Te ne rendi conto quando senti di avere il fiuto per ottenere maggiori ricavi, ma non sempre per produrre più utili: l’equilibrio finanziario e quello economico, il mantenere un adeguato controllo di gestione per conoscere in quali settori della propria attività si produce la marginalità, la gestione del personale attraverso le statistiche e gli incentivi, affinché ne siano premiati i talenti e le performances, sono aspetti irrinunciabili per la corretta conduzione aziendale; in particolare nell’evoluzione dei mercati che erroneamente oggi confondiamo col termine “crisi”. C’è più futuro che passato: incomincia a lavorarci su!

Leggi pure: PERCHE’ INTRODURRE IL CONTROLLO DI GESTIONE NELLA VOSTRA AZIENDA? https://www.giuseppesalvato.it/?p=156

CONTROLLO DI GESTIONE O GESTIONE DEL CONTROLLO? https://www.giuseppesalvato.it/?p=122