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ECONOMIA, POLITICA E POTERE

Si fa un gran parlare del legame strettissimo tra economia e politica, due poteri contrapposti (o sovrapposti?): la debolezza della prima fa emergere la supremazia della seconda, come si evince da mazzette, tangenti e corruttele varie che alimentano quei canali che a loro volta si impegnano a “coprire” le malefatte di amministratori di aziende i quali, in un ping-pong di certo poco piacevole per la comunità, vengono nominati troppo spesso dalla stessa politica o con il suo benestare…

Insomma, un circuito autoalimentato: controllori e controllati, burattini e burattinai, in un gioco al disastro senza fine dove la contrapposizione di interessi e di poteri, unica logica che dovrebbe tenere in piedi la libera economia e la democrazia, non sta funzionando e tutto va a farsi benedire. I privilegi restano e le promesse abbondano, ma senza risultati tangibili in termini di benessere, PIL, riduzione della criminalità, servizi pubblici efficienti, ricchezza pro-capite ben distribuita, burocrazia snella…

Purtroppo il mondo è reso complicato dai “grandi”, non dai “piccini”: i “grandi” accelerano e frenano più di un milione di persone assieme! In effetti, a ben vedere, tra gli interessi economici e quelli politici da sempre si inserisce un terzo incomodo, un personaggio meno noto e che non ha alcuna voglia delle luci della ribalta, a differenza di imprenditori e politici. Un vero “grande”, ben mimetizzato. Di chi sto parlando? Sì, proprio di Lui: il signor Potere.

Chi ha il vero potere tra le mani non lo ostenta, non ha interesse; il suo interesse è quello del gran maestro di cerimonie, quello che detta i tempi ai burattinai ai quali è lasciato il vezzo di muovere a loro volta i burattini. Solo dopo i burattini veniamo tutti noi, carne da macello!

Lì, seduto nell’ombra e fermo nella sua stanza il Potere decide i destini: chi ha promosso presidente dell’Associazione Bancaria Italiana uno che aveva messo a repentaglio i bilanci di una delle banche più importanti d’Italia? Chi ha messo a tacere le sentenze europee che avevano segnato la fine di Rete Quattro a favore di una TV rimasta sconosciuta all’opinione pubblica? Chi ha fatto delle liberalizzazioni dei prezzi ex amministrati (ad es. la benzina) la leva lucrativa per “tosare” gli automobilisti in nome del libero mercato? Libero mercato vuol mica dire libero dai legacci delle poche tutele pubbliche rimaste a favore degli inermi cittadini? Chi costringe automobilisti e professionisti ad assicurarsi obbligatoriamente e si dimentica di gestire efficacemente un rigido controllo sulle compagnie assicurative investite di tale funzione pubblica? Chi ha inventato le fondazioni bancarie e per quali fini? Filantropici o di favore fiscale? Chi ha consentito alle banche di speculare con i risparmi degli Italiani? Quegli stessi risparmi tutelati dalla Costituzione? Chi ne ha voglia lo faccia con i capitali propri: c’era una vecchia legge bancaria (1936) che dopo la grande depressione post 1929 aveva pensato di distinguere i due rami dell’attività finanziaria: spazzata via…

In una parola, chi vive al di sopra della concorrenza in economia? Chi vive, protetto, al di sopra delle norme, nel senso che se le disegna a proprio piacimento in politica?

Ci si lamenta della magistratura “ad orologeria”, sotto elezioni; ma se di scandali ce n’è uno ad ogni angolo di strada e le elezioni avvengono di frequente nel nostro Paese, di cosa stiamo parlando? Troppe elezioni in un Paese con troppi scandali… Semplice!

Nelle campagne elettorali, poi, si parla di tasse da eliminare, ma mai di farle pagare agli esentati dall’IMU o agli “scudati” o agli speculatori finanziari o agli evasori di professione. La metà delle imprese italiane non paga imposte sul reddito, denunciando perdite, e l’IRPEF di dipendenti e pensionati copre il 90% delle entrate da imposte dirette in Italia (lessi qualche tempo fa, non troppo lontano): ma allora, di cosa stiamo parlando? Tagli alle pensioni e agli emolumenti dei privilegiati, tagli e trasparenza dei bilanci dei partiti politici e dei sindacati, scelte chiare per abbattere il debito pubblico, investimenti nella scuola, ricerca e garanzie per i giovani precari di essere pagati di più rispetto a chi ha maggiori tutele, come avviene quando decidiamo di prendere una macchina a noleggio invece di acquistarla! E, non da ultimo, una legge elettorale che faccia scegliere i nomi degli eletti ai cittadini ed eliminazione delle territorialità amministrative locali e delle autonomie regionali antistoriche, che vorrà dire non solo qualche poltrona in meno, ma soprattutto lo scardinamento degli interessi che si annidano dietro ogni “sedia” pubblica!

E infine, che competenze professionali hanno i tanti opinionisti e i personaggi politici che ci parlano da tutte le TV? Boh, ma ce li impongono! Credo non si fosse mai vista tanta politica e tanti politici occupare ogni spazio televisivo come in queste settimane di campagna elettorale: atteso che paghiamo un canone, atteso che per la pubblicità televisiva le aziende pagano fior di quattrini, atteso tutto… facciamo pagare la presenza dei politici in TV che supera ogni decenza, per favore! Anzi, fate apparire i tanti eletti che non abbiamo mai conosciuto, che paghiamo comunque, che votano le nostre leggi e che sono credo oltre il 90% dei deputati e dei senatori italiani. Dove sono? Chi sono? Cosa fanno?

P.S.: qualcuno ci può dire cosa sta facendo in questi mesi il Governo per i cittadini? A quali norme sta mettendo mano? Non intendo le grandi riforme, ma piccoli e grandi recuperi di efficienza, piccole e grandi semplificazioni amministrative, piccole e grandi norme per la salvaguardia dei più deboli o del territorio… Informateci! Se i governanti e i parlamentari nel frattempo incassano uno stipendio, che vadano a lavorare!

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CRISI ECONOMICA O CRISI ETICA? IL MODELLO DELLE QUATTRO “I” https://www.giuseppesalvato.it/?p=222