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LA CREATIVITÀ BATTE LA CRISI – 2

Nel precedente articolo ho sostenuto come il cambiamento si rende necessario ogniqualvolta qualcosa non funziona secondo le nostre aspettative, ovvero quando viviamo qualsiasi forma di crisi. Il cambiamento scaturisce da nuove idee, da nuovi punti di vista e per “andare a caccia” di nuove idee non occorrono titoli di studio o esperienze importanti: basta avere nuovi occhi, cuore e mente aperti, coraggio decisionale. Il cambiamento è in tutte le cose; noi non siamo mai gli stessi, eppure ci ancoriamo al passato, agli stereotipi. Anche madre natura ce lo insegna: rifiuta l’omologazione, perché per la sopravvivenza delle specie punta sulla diversità e sulla complessità. E tu, allora, cosa te ne fai dell’omologazione? Perché ti nascondi?

Voglio però soffermarmi sul nesso tra fantasia, creatività e innovazione. Se con il termine “fantasia” intendiamo “mostrare”, secondo l’antico significato greco, “creatività” deriva addirittura dal sanscrito e ci riporta a “colui che fa”. Pertanto, se chi fantastica abbatte le barriere fra passato, presente e futuro, come ha detto qualcuno, la creatività è la capacità di trovare connessioni nuove e utili tra elementi distanti tra loro, secondo la citazione di Henri Poincaré.

La fantasia, dunque, è l’atteggiamento adeguato affinché si sprigioni in noi il processo creativo. Purtroppo prima la scuola e, più in generale, ogni processo educativo, poi la società ci inducono a conformarci a regole spesso tramandate in modo inadeguato ai tempi che cambiano e alle differenti esigenze di individui e di gruppi. Ecco perché, in un mondo dove tutti insegnano qualcosa, disimparare è più difficile che imparare!

Creativi si nasce (guardiamo i bambini) e il picco lo si raggiunge a 14 anni, ma si può coltivare tale qualità anche da adulti se si vive una vita ricca di stimoli. Infatti, caratteristiche della personalità creativa sono: CURIOSITÀ, BISOGNO D’ORDINE e di SUCCESSO (non inteso in termini economici), INDIPENDENZA DI GIUDIZIO, SPIRITO CRITICO, INSODDISFAZIONE, AUTODISCIPLINA. Sai curare dentro di te questi aspetti? Per Mihály Csíkszentmihályi, il creativo esce dagli stereotipi di genere: le femmine creative sono più dominanti e toste delle altre, i maschi creativi sono più sensibili e meno aggressivi. I tipi creativi tendono ad avere sia i punti di forza propri del loro genere sia quelli propri dell’altro: raddoppiano il loro repertorio di soluzioni!

Di sicuro, un’idea è creativa se rompe una regola esistente e ne origina una nuova e migliore. La creatività crea regole nuove (che funzionano): se sai già che funzionerà, allora non è creativo. È una dura sentenza che lessi non molto tempo fa…

Tre sono gli ingredienti del processo creativo: COMPRENDERE, osservare dentro e fuori; VALUTARE, scegliere, essere disposti a sbagliare; INTERROGARSI, chiedere fuori dagli schemi. E la concretizzazione di tale processo conduce all’innovazione: molti problemi restano insoluti perché la gente cerca ad essi delle soluzioni e non dei diversi punti di vista da cui considerarli. Innovare conviene, se assecondiamo Arthur C. Clarke quando afferma che il futuro non è più quello di una volta… L’innovazione, infatti, è indicata in molte manifestazioni vitali: gli imprenditori, ad esempio, non solo cercano di fare le cose meglio degli altri, ma soprattutto in modo diverso. Se mettiamo attenzione solo a «fare meglio degli altri» ci sfuggono completamente nuove opportunità e dirigiamo l’impresa nelle secche senza quasi rendercene conto… Ma per innovare scienza e tecnologia sono le più lente e costose a produrre vantaggi; il consiglio, pertanto, è spassionato: guarda all’innovazione con lo sguardo del cliente. E la creatività “al lavoro” sarà il tema della terza e ultima puntata della nostra analisi.

Leggi pure: LA CREATIVITA’ BATTE LA CRISI – 1 https://www.giuseppesalvato.it/?p=709

LA CREATIVITA’ BATTE LA CRISI – 3 https://www.giuseppesalvato.it/?p=727