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PERCHÉ ASSUMERE I GIOVANI

I luoghi comuni si sprecano e le generalizzazioni pure. Sull’opportunità dell’inserimento di giovani leve in azienda molti ostacoli culturali devono essere ancora superati, nonostante le imprese si trovino ampiamente coinvolte nei turbini della globalizzazione e siano alla costante ricerca di nuove idee, soluzioni, approcci alle opportunità e alle difficoltà quotidiane. D’istinto si pensa di affrontare le complicazioni del mondo attraverso l’esperienza, le competenze, le specializzazioni; roba da capelli grigi, insomma. In realtà, il nostro è diventato un ambiente complesso in cui i fattori culturali, economici, sociali, antropologici, storici, finanziari, tecnologici si intrecciano ai variegati bisogni e desideri umani, alle molteplici tendenze e mode, in un contesto mutevole e accelerato.

Pertanto, le organizzazioni che hanno il loro motivo d’essere nel soddisfare tali bisogni e desideri, devono attrezzarsi con nuove sensibilità, nuove capacità intuitive e varietà nelle mentalità delle risorse umane che vi collaborano, garantendone pari dignità: la prospettiva illuminante o l’idea geniale, a ben pensarci, non si sa mai da dove proviene, ma le condizioni perché si generi devono essere assicurate in ogni azienda che guarda fiduciosa al futuro.

Allora, l’interrogativo è d’obbligo e l’oggettività delle risposte assolutamente necessaria per coglierne il valore profondo: “Perché assumere i giovani?”. Provo a riunire alcune idee senza preconcetti, consapevole di non poter essere esaustivo, con un gruppo di studenti della classe IV A liceo linguistico dell’Istituto Carolina Poerio di Foggia.

  1. perché l’energia di un ragazzo è connaturata: stanchi non si nasce, si diventa;
  2. perché i giovani sono istintivamente veloci, ciò che non è detto negli adulti;
  3. perché i giovani, normalmente, sono più sinceri degli adulti;
  4. perché motivare un ragazzo è decisamente più facile che motivare un adulto e in azienda, si sa, la motivazione è un carburante essenziale per la produttività;
  5. perché, caro imprenditore, se non ti piace vedere crescere un ragazzo (obiettivo facile), quanto ti piacerà veder crescere un collaboratore adulto (obiettivo più difficile)?
  6. perché senza la crescita dei suoi collaboratori l’azienda non può crescere;
  7. perché la creatività, la fantasia, l’immaginazione e, quindi, le nuove idee, sono sicuramente patrimonio naturale dei più giovani rispetto agli adulti: i primi sono più innovativi, attraverso idee non filtrate dall’esperienza;
  8. perché per un ragazzo mettersi in discussione è decisamente più facile rispetto ad un adulto;
  9. perché la curiosità è una dote naturale nei ragazzi, e non è scontata negli adulti;
  10. perché i giovani hanno fame, fame davvero;
  11. perché l’impulsività dei ragazzi si può incanalare nell’intraprendenza, dote preziosissima alla base della voglia di fare, del desiderio di dimostrare di essere all’altezza e del coraggio;
  12. perché il nuovo non spaventa i più giovani, che si adattano più facilmente alle esigenze del mercato e ambientali e che, da “nativi digitali”, vivono l’evoluzione tecnologica con assoluta naturalezza;
  13. perché “cervelli freschi” apprendono rapidamente.

Tredici idee che, si spera, portino fortuna a tanti giovani i quali vogliono gridare al mondo il loro valore, che per essere apprezzato non può essere misurato con i criteri degli adulti.

Giuseppe Salvato & IV A liceo linguistico C. Poerio, Foggia: Rebecca Barbaro, Carmen Di Santo, Etleva Lecini, Arianna Matera, Elisabetta Narciso, Alice Sollazzo, Giorgia Tamma, Vincenzo Torraco, Giorgia Tozzi

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