Inserisci qui le parole..

E premi invio.

“POLITICHETTI” E SUDDITI

Le notizie estive sembrano essere uguali a loro stesse, tutti gli anni, al rinnovarsi del ferragosto. Tuttavia le medesime, ahimè, (e i dati a supporto) si interpretano, ad uso del quoziente intellettivo di chi legge e ascolta, ma anche di chi le propina.

È di questi giorni il dato inconfutabile, sciorinato dal tg1, che l’Italia sta beneficiando di flussi turistici stranieri, inattesi prima della stagione terroristica internazionale, e che molte regioni hanno pertanto registrato l’agognato tutto esaurito ferragostano.

Forse ha contribuito anche la fine dell’odiata crisi, pur senza ripresa. Chissà.

Molte regioni, dicevo, non tutte. Tra le ultime in graduatoria il Molise, che si attesta comunque ad un salvifico 85% di prenotazioni rispetto alla capacità ricettiva.

Faccio zapping a favore del tg3 regionale e, guarda un po’, viene riproposta all’attenzione del pubblico la stessa percentuale, ma ci si scorda di segnalare di essere il fanalino di coda italiano, pur ammettendo un preoccupante -30% di presenze vacanziere a giugno e luglio sulle spiagge locali.

Fin qui l’amaro sorriso che mi riporta nella “mia” Campomarino, la spiaggia più importante di questo tratto dell’Adriatico. Dico “mia” perché al lido ci villeggio dal 1974; perché l’ho visto quasi nascere.

Leggo un’ordinanza del sindaco del mese di maggio, affissa lungo la strada principale, che inasprisce le sanzioni per chi non contribuisce al mantenimento del decoro cittadino prendendosi la briga, tutto l’anno, di curare il proprio giardino domestico, di pulirlo adeguatamente. Il pensiero va a casa mia, ai sacrifici di mio padre quando l’acquistò, al rituale lavoro di fine primavera per rendere nuovamente vivibile il domicilio delle mie vacanze…

Mi devo sentire colpevole a causa dell’impossibilità di frequentare maggiormente la casa al mare e di godere le ferie tutti i mesi dell’anno? Cosa vuol dire contribuire al decoro cittadino per un paese che ha reso decoroso solo se stesso, dimenticandosi del suo meraviglioso lido?

E se penso alla grande pineta, pressoché abbandonata? Ai cassonetti dell’immondizia assolutamente insufficienti? Ad una fogna riparata e più puzzolente che mai, in pieno centro? Alla spiaggia libera che, occorre rammentare, non significa spiaggia dimenticata? Alle tante vie ancora scassate che si allagano con l’arrivo di qualche pioggia? All’assenza di illuminazione su strade non più di recente realizzazione?

Il mio giardino contribuisce, nel suo piccolo, al decoro estivo di un lido che accoglie migliaia di turisti, a loro volta accolti da spazi senza verde pubblico e senza aree attrezzate per i bimbi, e da una fiscalità locale indegna per le finalità cui dovrebbe essere destinata. Io mi devo occupare (giustamente) del decoro di casa mia, non altrettanto i Campomarinesi e i loro amministratori della parte del loro comune più interessante, ricca e legata indissolubilmente al futuro dei loro figli.

Non vuol essere l’ennesima lamentela, non sono portavoce di pur inascoltati comitati di non residenti, tartassati e perfidamente dimenticati. Mi interessa il vantaggio simbiotico tra un insignificante paesino collinare e una città che possa a pieno titolo definirsi turistica, dove strutture in linea con gli standard di altre città adriatiche e un adeguato marketing territoriale e turistico possano valorizzare quanto di bello qua la natura offre, al di là delle superficiali bandiere blu da sventolare; inutili, come trofei insipienti se, come è vero, non conosco altri posti dove gli spettacoli con artisti di grido che animano le serate estive vengono programmati in collina, tra i villici, e non organizzati al mare, tra gente che avrebbe pur voglia di spendere i risparmi destinati alle vacanze ma che non trova neppure un negozio di abbigliamento o di futili souvenir aperto tra le sue strade. Forse gli oneri amministrativi non invogliano il commerciante temporaneo? Qualcuno, per favore, conosce una località turistica più screanzata di questa che non sa far altro che prevedere nuove aree edificabili, evidentemente redditizie, senza adeguati servizi?

Mal comune, mezzo gaudio… Ognuno ha il governo che si merita, al di là dei colori politici, puro distillato della popolazione residente, evidentemente senza lungimiranza, evidentemente senza intraprendenza.

Ma perché infliggersi tanto male? Perché barattare lo sviluppo con un giardino pubblico nuovo di zecca o una strada senza buche collocate lassù, in paese, dove si raccolgono i voti elettorali, nel mentre il lido trasandato è abbandonato al suo destino di cassaforte finanziaria per gli approfittatori di turno?

Per di più, se si trattano i turisti come animali da mungere (e quando non li mungi ne senti anche la puzza e ne avvertì il fastidio) beh, in fin dei conti, caro residente ti ritroverai con i turisti che hai saputo attrarre, magari i più poveri, quelli che si portano anche la spesa da casa. Qualcuno parla di teoria delle profezie autoavveranti. Evidentemente roba troppo difficile per essere compresa, da queste parti.

Il turismo e, più in generale l’economia (o, meglio, il benessere sociale), non è un gioco a somma zero; regioni e comuni che non lo comprendono non sono giudicabili piccoli e, magari, insignificanti: con i propri comportamenti, con le proprie omissioni hanno però deciso di diventarlo.

Silvi Marina docet: chissà quando i residenti del lido metteranno in minoranza quelli del paese collinare, decretandone la fine. Ma chi è causa del proprio male pianga se stesso; e di insipienza si può morire. Di egoismo si può morire. Di miopia si può morire.

Piccoli sudditi, giulivi delle briciole loro concesse, che da sempre hanno deciso di farsi guidare da “politichetti”. Piango per i loro figli; e non si dica in futuro che i prossimi sindaci di questo malconcio paese non sapessero niente. Se non lo capiranno loro, è opportuno informare direttamente i turisti, tanti pugliesi e campani, atteso che (pare) anche l’attuale sindaco abbia invitato villeggianti esasperati, a colloquio privato, ad accontentarsi o ad andare via dal questo Comune.

Senza parole.

Leggi pure: ELEZIONI 2014: LETTERA APERTA DI UN CITTADINO https://www.giuseppesalvato.it/?p=651

I NUOVI SUDDITI https://www.giuseppesalvato.it/?p=388