Inserisci qui le parole..

E premi invio.

SERENITÀ

Che bella parola “Serenità”. Al solo pronunciarla ci sentiamo bene e augurare serenità al prossimo ci pare davvero un gran complimento, sicuramente apprezzato. Riflettiamoci su un istante: sarà proprio vero che ciascuno di noi, pure colui il quale è alla ricerca e sperimenta forti emozioni positive, in fondo in fondo è chiaramente appagato da un pizzico di serenità in più che dovesse pervadere la propria esistenza? Ebbene sì, è proprio così. Spesso non ricerchiamo la serenità in sé, desideriamo provare suggestioni e stimoli più vigorosi, ma quando la percepiamo essa ci gratifica come l’acqua fresca, così semplice ma così fondamentale per la vita… L’uomo ha creato prodotti diversi, piacevoli, addirittura seducenti, ma succedanei dell’acqua non ce n’è!

Quando sono al cospetto di un imprenditore mi capita spesso di affrontare il tema della serenità, nel senso che rispetto alle sue attività, ai suoi risultati, ai suoi progetti emerge dal nostro confronto un maggior o minor livello di serenità in questa persona. Talvolta è egli stesso che mi dice di non avere problematiche urgenti da gestire, che è soddisfatto della professionalità dei propri collaboratori e che il mercato “tira” abbastanza. Ma, partendo dalla sua buona fede in ciò che sta affermando, a quel punto mi chiedo -e gli domando- se la serenità che sta paventando in quel momento sia dovuta ad una semplice assenza di patologie organizzative. E la risposta che ricevo è quasi sempre affermativa.

Cosa significa tutto ciò? L’imprenditore sta vivendo la sua condizione serena come uno stato di grazia invidiabile o, quantomeno, memorabile? Spesso non possiamo trarre questa conclusione e il motivo è semplice, anche se non sempre così visibile agli occhi degli interessati. Esiste, infatti, una serenità esogena, dettata da condizioni fondamentalmente esterne all’azienda (mercato in crescita, buona clientela, banche disponibili ad affiancare l’impresa nei suoi progetti,…); ma, al contempo, c’è una serenità endogena, che scaturisce dal proprio team, dal senso di appartenenza, dall’orgoglio della partecipazione, dall’entusiasmo con cui si affronta la quotidianità, dal tutti per uno e uno per tutti.

La serenità che poc’anzi ho definito esogena trae la propria forza dall’assenza di problemi e di situazioni patologiche nelle relazioni interpersonali e interaziendali. La serenità endogena, viceversa, si nutre della forza dello stare assieme, del sentirsi vicini, dell’affrontare anche qualche rischio sapendo che si può fallire, ma che attorno si percepirà sempre la comprensione e tutto il supporto possibile. La serenità esogena è difficilmente influenzabile da parte dell’azienda o del singolo imprenditore: si possono fare scelte più o meno giuste, ma le variabili sono tante e spesso non controllabili o controllabili solo indirettamente. La serenità endogena, al contrario, è data dalla costante ricerca di punti di affinità all’interno di un gruppo e investire per consolidarli e incrementarli è una delle capitalizzazioni più proficue nel lungo termine, perché nel concreto contribuisce a produrre -e soprattutto a condividere- ciò che più di ogni altra cosa serve alle aziende nel mondo d’oggi: nuove idee.

Ostacoli, opportunità, cambiamenti si possono superare, cogliere e gestire al meglio grazie al desiderio di condividere idee e punti di vista che altrimenti ricadrebbero -in particolare nella PMI- sotto un’unica fonte di responsabilità: l’imprenditore. Uomo solo di fronte alle decisioni, ma che necessita della giusta dose di serenità endogena che solo un gruppo coeso gli potrà fornire, non bastando le informazioni pur positive provenienti dai mercati. E la creatività e lo spirito d’innovazione, tanto necessari nella competizione globale, si alimentano della prim’essenza denominata “Serenità”, condizione d’animo -individuale e collettiva- basilare per nutrirci di entusiasmo: spesso ci abbeveriamo dell’entusiasmo che solo i grandi motivatori sanno trasferirci, ma poi il più delle volte lo dissipiamo velocemente proprio a causa della mancanza di serenità di fondo, l’humus semplice ed essenziale come l’acqua per procedere con maggior sicurezza nel futuro.

Leggi pure: CAMBIAMENTO E FELICITA’ https://www.giuseppesalvato.it/?p=453

QUALITA’ UMANE E SUCCESSO NEL LAVORO https://www.giuseppesalvato.it/?p=368