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MASCHILE E FEMMINILE NELLA LINGUA ITALIANA: LA NECESSITÀ DI DISTINGUERSI

Ritorno con piacere sull’argomento e condivido volentieri l’articolo che mi è stato inviato da Daniela D’Elia (https://www.ildubbio.news/2020/09/03/si-dice-avvocata-o-avvocato-il-dibattito-e-aperto-ma-per-la-sociolibguista-non-ci-sono-dubbi-si-dice-avvocata/?fbclid=IwAR0pfrjJEqSUSBTsVDG9LHLlMtAIoy3G79h8quExVXV7v7p7SEQp9-EayUM) relativo alla questione dei termini che individuano ruoli e lavori interpretabili al femminile (sindaca, ministra, assessora, avvocata, ecc…). Questione linguistica (e anche sociale) antica, ma sicuramente saltata alla ribalta negli ultimissimi anni e che ha avuto sviluppi quantomeno..

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